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Rifiuti industriali: quali sono e come smaltirli?

Da redazione

Dicembre 31, 2020

Rifiuti industriali: quali sono e come smaltirli?

I rifiuti industriali caratterizzano una tipologia speciale di rifiuti, che per questo motivo sono sottoposti ad un impianto legislativo che fa capo al Decreto Legislativo 152/2006; si intendono come rifiuti industriali tutti quelli che sono di derivazione industriale, per l’appunto, e che possono avere connotazioni più o meno pericolose per la loro natura e struttura.

Una delle realtà maggiormente impegnate nello smaltimento nella gestione dei rifiuti industriali è quella pugliese, data la presenza dell’Ilva di Taranto che ha provocato la gestione massiccia di rifiuti più o meno pericolosi da gestire e smaltire nel migliore dei modi. Per questo motivo, sono molte le realtà attive nello smaltimento amianto a Taranto, impegnate anche nella rimozione di rifiuti industriali, a causa delle loro caratterizzazioni tossiche. In via del tutto generale, ecco tutto ciò che c’è da sapere a proposito di queste categorie particolari di rifiuti.

Quali sono i rifiuti industriali?

La prima cosa che c’è da sapere, a proposito della gestione e dello smaltimento dei rifiuti industriali, è capire quali siano questi stessi, attraverso un processo di identificazione che risulta essere sancito direttamente dal governo italiano. I rifiuti industriali sono individuabili, in effetti, attraverso l’utilizzo di un codice numerico, detto codice CER, a 6 cifre, che permette di catalogare il rifiuto in base al settore di provenienza e all’origine di questo stesso. In questo modo, in base al codice, è possibile conoscere la natura di un rifiuto, se questo stesso è pericoloso e quali possono essere le sue conseguenze in caso di gestione e smaltimento.

La prima classificazione fondamentale avviene in ottica di differenziazione tra rifiuti industriali pericolosi e rifiuti industriali non pericolosi. Entrambe le categorie rientrano nel novero dei rifiuti speciali. Quanto a quelli che non hanno connotazione pericolosa, lo Stato Italiano indica che risultano essere i seguenti: rifiuti prodotti da lavorazioni industriali, rifiuti prodotti da lavorazioni artigianali, rifiuti prodotti da attività di servizio o di tipo commerciale, rifiuti prodotti da attività di recupero o da altre attività di smaltimento dei rifiuti e, infine, rifiuti ottenuti da attività di demolizione, costruzione e scavo, secondo quanto disposto dall’articolo 184 bis che opera in materia.

I rifiuti speciali pericolosi, che dunque vanno gestiti e smaltiti con un maggiore interesse da parte degli addetti ai lavori sono, invece, quelli che seguono: rifiuti ottenuti dalla raffinazione del petrolio o scarti della stessa pratica, prodotti di scarto dell’attività metallurgica, oli esausti o solventi, prodotti di scarto di processi industriali, farmaceutici o medici ospedalieri, rifiuti speciali derivanti dal trattamento di altri rifiuti, rifiuti e prodotti di scarto delle attività veterinaria e, infine, rifiuti della produzione conciaria e tessile.

Come smaltire i rifiuti industriali?

A questo punto, si può considerare come avviene l’attività di smaltimento dei rifiuti industriali, siano o meno pericolosi. In prima battuta, bisogna identificare il rifiuto in questione, servendosi del codice CER e delle analisi chimiche per rifiuti maggiormente pericolosi. La fase primaria di questa procedura è detta, in effetti, analitica, e permette di catalogare e caratterizzare il rifiuto, in modo da conoscere le sue sostanze, la sua ammissibilità, ad un eventuale percorso di recupero o smaltimento, e tante altre nozioni elementari.

Dopo aver ottenuto un responso dalle analisi preliminari, il rifiuto dovrà essere trasportato, secondo procedure che sono dettate dalla norma specifica di riferimento. La stessa porta a servirsi di mezzi di trasporto autorizzati dall’Albo Nazionale Gestori ambientali in categoria 4, se si trasportano rifiuti non pericolosi, o in categoria 5, Se invece avviene un e trasporto di rifiuti pericolosi. In ogni caso, per effettuare l’attività di smaltimento necessario, ci sarà bisogno di documentazione necessaria, offerta dalla compilazione del Formulario di Identificazione del Rifiuto e del Registro di Carico e Scarico.

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