Quando rivolgersi ad uno psicologo?

Un evento traumatico, un periodo di forte stress, brutte delusioni, possono negativamente scuotere la vita di ognuno di noi. C’è chi con un pizzico di coraggio riesce ad aggrapparsi alla famiglia e agli affetti per uscirne, e chi invece più fragile da solo non riesce a venire fuori dal momento “no”. In tale ottica diventa quindi ideale la situazione di rivolgersi ad uno psicologo. Quest’ultimo ha l’obiettivo di andare ad indagare nel più recondito io dei suoi pazienti per capire la radice del problema e per trovare la giusta soluzione. Prenotando un primo appuntamento presso lo psicoterapeuta Borla si avrà modo di inquadrare almeno per sommi capi il proprio malessere e cominciare insieme un percorso di ripresa.

I disagi interiori e la necessità dello psicologo

Sono i disagi interiori le prime motivazioni che possono portare un soggetto a chiedere ausilio ad uno psicologo. Possono essere provocati dal contesto familiare, da quello sociale, o anche da quello lavorativo. Le situazioni tipiche possono essere le più disparate. Si pensi ad esempio ai conflitti che si creano con il partner (e che non per forza devono portare la coppia a separarsi) o anche alla complessa relazione che si crea tra genitori e figli.

Un altro tipico esempio di disagio interiore potrebbe essere la depressione, scaturente a sua volta da un qualunque motivo come un lutto, una malattia, la perdita del lavoro e così via. Anche lo stato ansioso e gli attacchi di panico possono essere disagi interiori che richiedono l’intervento dello psicologo, tanto quanto le sensazioni di blocco che non permettono di prendere decisioni o di portare a termine un progetto.

Quando si chiede aiuto

È difficile che si possa chiedere aiuto ad uno psicologo in autonomia. Il soggetto coinvolto non ha contezza di quanto stia accadendo e sicuramente non immagina quali siano i motivi che lo hanno ridotto a questa condizione di malessere. Tuttavia quando sussiste quel barlume di consapevolezza del disagio persistente, allora vuol dire che è giunto il momento di riagguantare tra le mani le redini della propria vita. Un buon campanello d’allarme per la persona potrebbe essere quando si rende conto di essere impossibilitato nella prosecuzione della sua vita quotidiana.

Dunque perché rivolgersi allo psicologo? Per curarsi nel senso di prendersi cura di sé, dei propri cari e dei propri affetti. In fondo è il benessere fisico e mentale ad influire positivamente sul rapporto con gli altri e su quello con sé stessi. Nel momento in cui si riesce a cambiare prospettiva, a cambiare punto di vista circa il momento difficile che si sta vivendo, si assume contezza del bisogno di aiuto. Ebbene sì, perché lo psicologo è un aiuto, è un punto di riferimento attraverso cui affrontare le paure, vincere i problemi e ricominciare daccapo, lavorando su sé stessi prima ancora che sul rapporto con il mondo esterno.

Conclusione

Se pur in modo riduttivo, abbiamo provato a fare un quadro generale sulla condizione di chi fragile e in lotta con sé ha bisogno di qualcuno che possa aiutarlo a ritornare a galla. Possiamo concludere dicendo che allo psicologo ci si rivolge quando si vogliono abbattere I disagi e i sintomi psicologici di malessere non ancora troppo gravi. E poi ancora si può chiedere l’intervento del professionista quando in periodi di forti stress e di staticità della propria vita, non si riesce ad affrontare la vita con lo spirito giusto e con la serenità giusta. In fondo lo psicologo è in grado di migliorare il benessere nella tua vita e la qualità delle tue relazioni, senza contare che ottimizza la tua capacità di essere efficiente e la tua capacità di gestire con lo spirito giusto il lavoro, prevenendo il rischio di burn-out.