Quando è opportuno rivolgersi ad un osteopata

L’essere umano è un sistema complesso che, per stare bene, necessita di uno status di benessere in primis con sè stesso e nel suo complesso: il corpo, la mente e lo spirito.
Di norma i pazienti si rivolgono all’osteopata Roma solo quando hanno insorgenza di dolori fisici e non, ad esempio, quando non sono in uno stato psicologico ottimale, questo perché, a causa della cattiva informazione, non sanno che l’osteopatia è una scienza terapeutica a tutto tondo che spesso trova la causa del dolore lontano dall’esatto punto dolente.
L’equilibrio interno è fondamentale, perché ne trae beneficio tutto il corpo.

Vari disturbi possono beneficiare di un buon trattamento osteopatico, vediamo quando è il caso di ricorrere all’ osteopatia.

Quando ci si può rivolgere ad un osteopata
Capita a tutti, bambini e adulti, di avvertire dei dolori e, in quel caso, è bene rivolgersi subito ad un osteopata. L’osteopatia cura principalmente problemi strutturali e muscolo – scheletrici cui possono associarsi alterazioni degli organi e del sistema cranio sacrale.
L’osteopata è indicato soprattutto nel caso dei seguenti problemi:
• cervicalgie
• lombalgie
• sciatalgie
• artrosi
• discopatie
• cefalee
• dolori articolari e muscolari derivanti da traumi
• alterazioni dell’equilibrio
• nevralgie
• stanchezza cronica
• affezioni congestizie ovvero ad esempio otiti e sinusiti
• disturbi ginecologici e digestivi

In osteopatia le manipolazioni di muscoli, ossa e altri tessuti è parte fondamentale. Le manipolazioni ristabiliscono un equilibrio interiore ed ogni parte del corpo ha bisogno di approcci differenti.

Approccio strutturale
Sono tecniche di rilasciamento delle articolazioni e dei muscoli. Stimola lo scambio di fluidi all’interno delle strutture trattate. Si occupano del sistema muscolo – scheletrico e, di questa famiglia, ne fanno le seguenti tecniche:

  • tecniche dirette (HVLA)
    • tecniche ad energia muscolare (MET, Tecniche di Mitchell)
    • tecniche funzionali, indirette, di Bilanciamento delle Tensioni Legamentose (BLT)
    • T.G.O. (Trattamento Generale Osteopatico, Body Adjustment)
    • tecniche fasciali

Approccio craniale
Sono tecniche che agiscono a livello osseo, nervoso, meningeo e del liquor cefalorachidiano e sono tecniche che hanno azione sulla vitalità dell’organismo. Sono adatte anche al trattamento dei neonati.

Approccio fasciale
Sono tecniche che interessano principalmente il muscolo o la fascia.

Approccio viscerale
Sono tecniche che stimolano l’organismo per una corretta funzione digestiva, di assorbimento o espulsione. Il sistema viscerale comprende l’apparato respiratorio, cardiovascolare, gastrointestinale e urogenitale, tutte le ghiandole associate ad essi, i loro vasi sanguigni e linfatici, organi cavi e pieni.

Ogni approccio prevede sempre:
• un modello di rilevazione palpatoria obiettiva
• test di valutazione per la messa in sicurezza della persona
• un sistema di verifica per valutare il raggiungimento dell’obiettivo prefissato
• eventuali consigli e suggerimenti per favorire il ripristino della salute ed evitare la recidiva disfunzionale dei tessuti normalizzati

Cosa cura l’osteopatia
Abbiamo già anticipato cosa cura l’osteopatia, ma prima di procedere, sembra doveroso ricordare che è una scienza terapeutica che si concentra principalmente sulla persona piuttosto che sulla malattia.
Facciamo un passo indietro. L’osteopatia nasce negli Stati Uniti grazie al Dott. Andrew Taylor Still (1828 – 1917). Still viveva in Kansas ed è vissuto durante la guerra civile americana ed è stato proprio in quel periodo che è nata la pratica dell’osteopatia. È stato proprio durante quei anni che si avvicinò all’arte della medicina, poiché arruolato in esercito in veste di medico.
Dopo la morte della moglie e dei suoi figli ha capito che quello che voleva fare era dare una svolta alla medicina, poiché aveva perso fiducia nella medicina classica. È stata proprio questa sfiducia a spingere Still a fondare la pratica osteopatica.

Nel 1874 è stato proprio lui ad enunciare i principi e nel 1892 ha fondato l’American School of Osteopathy, che ufficialmente è la prima scuola di Osteopatia. È stato il primo a capire che l’equilibrio tra le strutture del corpo e la salute è fondamentale per il benessere dell’individuo.
Il primo riconoscimento ufficiale dell’Osteopatia è avvenuto negli Stati Uniti, durante la presidenza di Theodore Roosvelt.
L’osteopatia è arrivata in Europa grazie a J. M. Littlejohn. Proprio lui, nel 1917, decise di fondare la prima scuola britannica di Osteopatia. Il riconoscimento inglese, però, arrivò solo nel 1993. Di recente l’Osteopatia è stata riconosciuta in ambito medico anche in Francia.
Gradualmente anche in Italia l’Osteopatia si è fatta spazio e nel 2017 è nata AISO (Associazione Italiana Scuole di Osteopatia).

La teoria di Andrew Taylor Still si riassume nei princìpi cardine. I quattro principi chiave della filosofia osteopatica sono:

  • Il corpo è un’unità; la persona è un’unità di corpo, mente e spirito.
    • Il corpo è capace di autoregolazione, di autoguarigione e di conservazione della salute.
    • La struttura e la funzione sono in relazione reciproca.
    • Una terapia razionale poggia sulla comprensione dei principi base dell’unità del corpo, dell’autoregolazione e dell’interrelazione di struttura e funzione.

1° Principio
Ogni individuo è espressione di unità di corpo, mente e spirito. La persona è coordinata e integrata attraverso le funzioni interdipendenti tra di loro. Grazie alla comprensione di questo principio di unità del corpo, l’osteopata è in grado di curare il paziente nella sua interezza.

2° principio
L’organismo umano è capace di autoregolarsi. In condizioni buone, il corpo, la mente e lo spirito lavorano insieme per conservare la salute e per guarire. Still diceva: “il corpo umano contiene al suo interno la capacità di guarire. Se questa capacità viene riconosciuta e normalizzata, si può sia prevenire che curare la malattia“.
La salute è la conseguenza del benessere fisico, mentale, emotivo e spirituale.

3° principio
La struttura determina la funzione“, “la struttura e la funzione sono in relazione reciproca“.
L’osteopata capisce che il sistema neuro-muscolo-scheletrico, grazie alla relazione interdipendente di struttura e funzione, può influire in modo positivo o in modo negativo sulla guarigione e sui meccanismi di mantenimento della salute.

4° principio
La chiave per un’efficace applicazione dei principi è la consapevolezza del fatto che ciò che noi identifichiamo e definiamo malattia altro non è che una caduta della capacità di automantenimento del corpo.

Still non si stancava di ripetere che la malattia è un effetto, e non una causa della condizione patologica.