Generatori di vapore: come orientarsi in fase di scelta

La pulizia e la sanificazione di un gran numero di spazi dipende dall’utilizzo di strumenti e macchinari di qualità. Sul mercato c’è la possibilità di trovare tanti modelli diversi e il prezzo è solamente uno dei tanti fattori che possono incidere in fase di scelta.

Il migliore, nonché primo consiglio da seguire in fase di scelta, è senz’altro quello di puntare sull’acquisto di un generatore di vapore di qualità, come quelli proposti da Puliveneta Srl. In ogni caso, il prezzo può variare da una soglia minima, per i modelli più semplici e basici, intorno ai 100 euro, fino ad arrivare anche a prodotti che costano 8000 euro.

Gli aspetti che fanno la differenza in fase di acquisto

Proprio in virtù della vasta gamma di modelli che sono presenti sul mercato, serve capire quali sono gli aspetti che possono essere utili per individuare il generatore di vapore più adatto alle proprie esigenze e preferenze.

Senza ombra di dubbio, a giocare un ruolo molto importante sono i materiali con cui tale macchinario è costruito, ma la vera differenza è data dalla progettazione. Insomma, serve essere certi che tali macchinari siano in grado di garantire un risultato affidabile e concreto, oltre che preciso.

I componenti da valutare

Nei modelli più semplici, è chiaro che la caldaia a vapore del generatore svolge la funzione anche di serbatoio dell’acqua fresca. Grazie a un pieno d’acqua c’è la possibilità, in media, di lavorare fino ad un massimo di 120 minuti, ma sarà in ogni caso un apposito segnale acustico a indicare che l’acqua è terminata. Prima di ricominciare con un altro ciclo di lavoro, è necessario attendere quantomeno 10-15 minuti, in maniera tale che si possa generare nuovo vapore.

Un altro aspetto che finisce per incidere e non poco in fase di scelta è indubbiamente rappresentato anche dal livello di autonomia che viene garantito. I generatori di vapore che sono dotati di una simile funzionalità possono contare, di solito, sulla presenza di ben due serbatoi d’acqua, ovvero una caldaia a pressione e un altro serbatoio non pressurizzato.

Per quanto riguarda il riempimento del macchinario, l’acqua viene introdotta all’interno del serbatoio che non è pressurizzato. In questo modo, si può continuare ad inserire acqua anche mentre il generatore di vapore sta lavorando. Tutti quei generatori che sono dotati di un’autonomia senza limiti, nella maggior parte dei casi possono contare sulla presenza di un apposito sistema elettronica del livello, che va ad aggiungere in via del tutto automatica l’acqua nel momento in cui comincia a scarseggiare. In questo modo, sia la pressione che la temperatura riescono ad essere mantenuti sempre costanti.

Un altro elemento che va preso in considerazione è il riempimento automatico. Diversi generatori di vapore di carattere industriale sono dotati anche di un attacco diretto della tubatura dell’acqua, in modo tale da effettuare il riempimento del serbatoio di riserva dell’acqua in via del tutto automatica. Tali macchinari sono in grado di continuare a funzionare anche in modalità manuale nel caso in cui non si potesse contare sull’acqua corrente. I modelli più professionali devono avere la capacità di garantire la produzione di vapore secco.

Vapore secco: di cosa si tratta

La pulizia che viene portata a termine usando il vapore secco è vantaggiosa per via del fatto che non utilizza dei detergenti chimici. In questo modo, gli ambienti vengono sanificati in modo puntuale, ma evitando qualsiasi problematica. Si tratta di una soluzione particolarmente apprezzata per la pulizia e sanificazione di ambienti in cui si tratta spesso e volentieri con i cibi, ma anche edifici sanitari, senza dimenticare come il vapore secco è un’ottima soluzione per la rimozione di agenti allergenici, come ad esempio gli acari.