Calazio e Orzaiolo sono la stessa cosa?

Cosa è il Calazio

Parliamo di un disturbo parecchio diffuso, ad evoluzione benigna senza complicazioni e anche quasi sempre senza particolari necessità di cura. Il Calazio consiste nell’infiammazione di una delle tante ghiandole sebacee che si trovano sulle palpebre e che, infiammandosi, trattengono il materiale prodotto al loro interno non riuscendo ad espellerlo all’esterno, causando un gonfiore della palpebra, fastidioso ma non pericoloso.

Le ghiandole interessate sono quelle anatomicamente denominate “ghiandole di Meibomio” ma questo nome lo riportiamo a puro scopo accademico, per la pura curiosità di qualcuno ma il fatto resta che questo gonfiore alla palpebra superiore o inferiore induce uno stato di fastidio all’occhio e può anche provocare modeste e temporanee alterazioni della vista. Il gonfiore può essere di varia entità, dalla grandezza di una capocchia di spillo fino a quella di un pisello, chiaramente con entità diverse di disturbo.

Il sebo resta intrappolato all’interno della ghiandola e si accumula fino a dare il gonfiore caratteristico ma non vi è presenza di batteri se non in forma secondaria, come insorgenza successiva e occasionale; se il calazio resta di piccole dimensioni, può essere anche asintomatico e guarire spontaneamente senza che la persona nemmeno si renda conto della sua presenza.

Cosa è l’Orzaiolo

Non è sempre facile distinguere un Calazio da un Orzaiolo, ciò che differenzia sostanzialmen6te i due problemi che si presentano in maniera molto simile, è l’origine che nel caso de Calazio è un accumulo di sebo all’interno della ghiandola sulla palpebra mentre l’orzaiolo è sostenuto da un’infezione batterica, successiva all’infiammazione del follicolo delle ciglia, quindi in prossimità del bordo della palpebra e più doloroso del Calazio.

I sintomi di Calazio e di Orzaiolo

Sono molto simili i sintomi di Calazio e di Orzaiolo che si differenziano all’osservazione medica soprattutto per il loro aspetto e la loro posizione ma entrambi si caratterizzano per una serie di sintomi:

  • Gonfiore di varia entità alla palpebra
  • Rossore sulla parte rigonfiamento
  • Senso di peso alla palpebra
  • Visione offuscata
  • Dolore moderato alla parte colpita.

I sintomi possono essere maggiormente presenti oppure in modo più attenuato a seconda dell’entità del problema, fino anche all’assenza si sintomi in forme molto lievi.

La cura di Calazio e di Orzaiolo

Nella quasi totalità dei casi il Calazio guarisce spontaneamente senza alcun bisogno di cure in circa un mese, in modo progressivo. Inutile applicare antibiotici locali se non vi è una sovrainfezioine batterica, poiché il Calazio è tipicamente caratterizzato dall’assenza di infezione batterica. Il medico può decidere diversamente qualora ritenga si sia instaurata un’infezione ma questo lo deve decidere unicamente il medico.

Un trattamento consigliato è l’applicazione di impacchi di acqua calda, non ustionante, mi raccomando, sulla palpebra. Questo ha la funzione di sciogliere il sebo che ostruisce la ghiandola, liberandola dal motivo del gonfiore, risolvendo spesso, rapidamente, il Calazio. In rari casi si deve ricorrere ad un semplice intervento chirurgico per lo svuotamento della ghiandola. Esiste anche un’alternativa all’intervento chirurgico che peraltro viene sempre eseguito dall’interno della palpebra per non lasciare cicatrici visibili: prima di ricorrere al bisturi il medico potrebbe optare per una piccola iniezione locale di cortisonici che spesso sono in grado di risolvere egregiamente e rapidamente il problema

Chiaramente è diverso il caso dell’orzaiolo che avendo una base batterica nella sua origine necessita chiaramente di una terapia antibiotica locale, una pomata antibiotica da applicare all’interno della palpebra e sulla rima palpebrale per andare a contrastare la proliferazione batterica e uccider in più i batteri che stanno provocando il problema. L’orzaiolo, pur essendo più fastidioso del Calazio, ha una durata inferiore, soprattutto se curato con le pomate che ti indicherà il medico, si può risolvere in pochi giorni ma spesso guarisce anche spontaneamente in tempi un po’ più lunghi anche senza interventi farmacologici.

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